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Polvere e chitarre.  Dagli Uncle Tupelo ai Golden Smog     Prendi un disco a caso e ne viene fuori un altro, poi un altro ancora, come le ciliegie. Sono le meraviglie che hai dimenticato nell’armadio a prendere polvere. Il bello della musica è che puoi tornare sempre indietro e riscoprire quelle cose che ti avevano fatto balzare il cuore, che ti facevano commuovere, saltare, ballare. Erano lì ad aspettarti, stupido, non se ne sono mai andate. Sei tu che sei invecchiato e non hai più un cuore che batte. Allora, potevamo dire che il rock non era finito. Era emozionante in quegli anni 90 quanta musica fresca e piena di vita arrivasse dalla provincia, dall’anonimato, quanta emozione, quanta consolazione. E ti ritrovi a rimpiangere quei momenti, a chiederti dove sia finito tutto, perché oggi non è più così.     Mentre tutti guardavano Seattle e il Britpop, in mezzo al nulla tra Minneapolis, Los Angeles e il North Carolina nasceva l'altra rivoluzione: l'alt-country / ...
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  The Ground Above “Il tempo lineare non ha posto nella musica. Mi ritrovo a cercare di spianare la mia mente come fosse una mappa, per mostrare dove tutto abbia avuto inizio. Potrei passare un'eternità a scrivere annotazioni ai margini, appunti per me stessa, ritrovando reperti archeologici, strati di terra e di magia, le stratificazioni dell'amore, del dolore e della gioia in rapporto al tempo: tutto ciò che contribuisce all'architettura di una canzone. Ciò che mi ha tenuta in vita è stata un'indomita invincibilità , selvaggia e istintiva, che mi ha fatto attraversare l'esistenza come una forza inarrestabile, sospinta da un magnetismo simile a quello di un sogno di volo, che non permette al tempo di afferrarmi per le caviglie e raggiungermi. Il dolore del lutto mi ha spinta a dire sì alla vita, ad abbracciarla, assaporarla e divorarla. So che la vita può essere tanto priva di senso quanto colma di significato, nella misura in cui sono io a conferirglielo. Ho volu...
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    Un omicidio oltremodo efferato     Una canzone che esprime la follia che mina l’esperienza americana e il tonico che la può correggere   Il 27 marzo 2020, quando la pandemia da Corona Virus si era ormai diffusa nel mondo causando migliaia di vittime e costringendo la gente a stare chiusa a casa per evitare contatti, Bob Dylan pubblicò in modo inaspettato una canzone lunga ben 17 minuti (la più lunga della sua carriera) intitolata Murder most foul.  Il titolo citava direttamente Amleto di Shakespeare (Atto I, Scena 5), dove il fantasma del re parla del suo assassinio come “murder most foul” (un delitto efferato, strano e innaturale). Era un monologo ipnotico, quasi recitato, accompagnato da piano, contrabbasso e percussioni leggere quasi spoglio di accompagnamento musicale e linea melodica. Nonostante questo, fu la prima canzone di Bob Dylan a esordire al numero uno della classifica di Billboard. Il cantante americano, unico ad aver mai vinto il Premio ...