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    Un omicidio oltremodo efferato     Una canzone che esprime la follia che mina l’esperienza americana e il tonico che la può correggere   Il 27 marzo 2020, quando la pandemia da Corona Virus si era ormai diffusa nel mondo causando migliaia di vittime e costringendo la gente a stare chiusa a casa per evitare contatti, Bob Dylan pubblicò in modo inaspettato una canzone lunga ben 17 minuti (la più lunga della sua carriera) intitolata Murder most foul.  Il titolo citava direttamente Amleto di Shakespeare (Atto I, Scena 5), dove il fantasma del re parla del suo assassinio come “murder most foul” (un delitto efferato, strano e innaturale). Era un monologo ipnotico, quasi recitato, accompagnato da piano, contrabbasso e percussioni leggere quasi spoglio di accompagnamento musicale e linea melodica. Nonostante questo, fu la prima canzone di Bob Dylan a esordire al numero uno della classifica di Billboard. Il cantante americano, unico ad aver mai vinto il Premio ...
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  I've always been a dreamer La lunga corsa degli Eagles “Non siete un gruppo rock. Gli Who sono un gruppo rock”. Con questa frase lapidaria Glyn Johns — il produttore dietro a Rolling Stones, Who, Clapton, Beatles, Faces e decine di altre leggende — gelò gli Eagles mentre cercavano di impostare il loro terzo album. Johns aveva già firmato l’esordio e il secondo disco della band, ma stavolta il feeling non c’era. I californiani volevano una svolta più dura, più rock. Lui non li vedeva né rock né country. Per Johns esistevano solo “gli Eagles”, una categoria a parte. Il rapporto difficile con il pubblico, invece, è diventato iconico grazie al Grande Lebowski . Il Drugo, in taxi, sente una canzone degli Eagles alla radio e chiede all’autista di cambiare: “Man, come on, I had a rough night and I hate the fuckin' Eagles”. La reazione è surreale: il tassista si offende, ferma la corsa e lo scarica in mezzo alla strada. In sala, molti spettatori hanno applaudito. Perché quasi tutti o...